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21 dicembre 2009

Effetto del consumo della carne di cavallo su alcune variabili legate allo stato del ferro, al profilo lipidico e degli acidi grassi di membrana: risultati preliminari

In Italia il consumo di carne di cavallo è il più alto tra tutti i paesi della Comunità  Europea. La carne equina possiede alcune caratteristiche che la differenziano dalle altre carni. Molto interessante è il quantitativo di ferro che fornisce, infatti una porzione di 150g (1) riesce a coprire 1/3 e 1/5 del fabbisogno giornaliero per l'uomo e la donna rispettivamente.

La carne di cavallo è inoltre povera in grassi e colesterolo (circa 20% in meno) e rappresenta una importante fonte di acidi grassi polinsaturi come l'acido linoleico e α-linolenico.
Dallo studio svolto dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Sezione di Nutrizione dell'Università  degli Studi di Milano è emerso che la carne di cavallo rappresenta una importante fonte di acidi grassi omega-3 e di ferro. Rispetto alle altre carni rosse è povera di acidi grassi saturi ma ricca di acidi grassi polinsaturi come alcuni prodotti della pesca. Dai dati ottenuti si evidenzia che il consumo di carne di cavallo, rispetto alle altre carni rosse, riduce il livello di colesterolo totale, migliora lo stato del ferro e il profilo degli acidi grassi della serie omega-3, in particolare l'acido docoesanoico (22:3n6). Per questo motivo, un consumo regolare può migliorare il profilo degli acidi grassi modulando in particolare quelli polinsaturi, i più utili nel mantenere uno buono stato nutrizionale e un effetto protettivo.

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